Free Tagliamento 2025 è stato un percorso di 7 tappe lungo il Tagliamento, uno dei fiumi più naturali dell’arco alpino, ma anche uno dei più discussi.
Un cammino in sette tappe, dalla foce fino all’alto corso, per osservare il fiume da vicino e capire cosa sta realmente accadendo.
Non si è trattato solo di escursioni o di momenti divulgativi, ma di un vero percorso di conoscenza collettiva. Cittadini, scienziati, tecnici, associazioni e attivisti hanno camminato insieme, confrontandosi su dati, osservazioni sul campo e possibili scenari futuri.
Il Tagliamento viene spesso raccontato come “l’ultimo fiume naturale delle Alpi”. Ed è vero per il tratto intermedio.
Ma è altrettanto vero che questa naturalità non è garantita per sempre. In molti tratti il fiume è già compromesso: da interventi infrastrutturali, dal prelievo dei sedimenti, dall’idroelettrico, dalle opere di difesa e da una visione del rischio idraulico che troppo spesso separa la sicurezza dell’uomo dalla salute dell’ecosistema.
La campagna Free Tagliamento promossa dal coordinamento di associazioni (Legambiente, CIRF,Lipu, Foce del Tagliamento, WWF e con il supporto di Patagonia) nasce proprio da qui: dalla necessità di riconnettere conoscenza scientifica, territorio e decisioni politiche.
Seguendo il fiume dalla foce alla montagna, tappa dopo tappa, abbiamo visto come ogni tratto racconti un problema diverso, ma anche come esistano alternative concrete per proteggere il territorio senza distruggere il fiume. Il tutto coniugando il godimento degli aspetti naturalistici e dell’espressione artistica.
Alla foce del Tagliamento, a Bibione, insieme agli esperti Giorgio Fontolan e Giosuè Cuccurullo, abbiamo osservato da vicino come la costa sia cambiata nel tempo.
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