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Tappa 1 – Bibione | Ricchezza e vulnerabilità

Ricchezza e vulnerabilità

Alla foce del Tagliamento, a Bibione, insieme agli esperti Giorgio Fontolan e Giosuè Cuccurullo, abbiamo osservato da vicino come la costa sia cambiata nel tempo.

Bonifiche, opere di difesa ed insediamenti turistici hanno progressivamente ristretto lo spazio naturale del fiume e della laguna. Oggi questo sistema costiero deve affrontare nuove pressioni: meno sedimenti trasportati dal fiume, l’innalzamento del livello del mare e mareggiate sempre più intense legate al riscaldamento globale.

Le dune: una difesa naturale dimenticata

Le dune non sono semplici accumuli di sabbia.
Sono barriere naturali che assorbono l’energia delle tempeste e restituiscono sedimenti alla spiaggia.

Dove le dune sono state rimosse per fare spazio all’edificato, la costa è diventata più fragile e più esposta all’erosione. Proteggere significa anche lasciare che queste strutture naturali svolgano il loro ruolo.

Il delta e il problema dei sedimenti

Il delta del Tagliamento è un delta dominato dalle onde. Per esistere ha bisogno di un apporto continuo di sedimenti dal fiume.

Quando questo apporto diminuisce, il sistema entra in crisi e la spiaggia arretra. Le difese artificiali trattengono la sabbia senza risolvere i problemi spostandoli semplicemente a valle.

Un equilibrio delicato che dipende dal fiume tanto quanto dal mare.

Lagune: ecosistemi fragili

Le aree lagunari sono ambienti giovani che oggi soffrono per:

  • l’auto-erosione dei fondali
  • la perdita di spazio causata dalle bonifiche storiche
  • la crescente pressione climatica

In questo contesto emerge una proposta chiara:
restituire spazio alle aree umide, utilizzare suoli a rischio di salinizzazione e creare zone tampone capaci di contenere mareggiate e piene fluviali.

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