La campagna
Alla foce del Tagliamento, a Bibione, insieme agli esperti Giorgio Fontolan e Giosuè Cuccurullo, abbiamo osservato da vicino come la costa sia cambiata nel tempo.
Bonifiche, opere di difesa ed insediamenti turistici hanno progressivamente ristretto lo spazio naturale del fiume e della laguna. Oggi questo sistema costiero deve affrontare nuove pressioni: meno sedimenti trasportati dal fiume, l’innalzamento del livello del mare e mareggiate sempre più intense legate al riscaldamento globale.
Le dune non sono semplici accumuli di sabbia.
Sono barriere naturali che assorbono l’energia delle tempeste e restituiscono sedimenti alla spiaggia.
Dove le dune sono state rimosse per fare spazio all’edificato, la costa è diventata più fragile e più esposta all’erosione. Proteggere significa anche lasciare che queste strutture naturali svolgano il loro ruolo.
Il delta del Tagliamento è un delta dominato dalle onde. Per esistere ha bisogno di un apporto continuo di sedimenti dal fiume.
Quando questo apporto diminuisce, il sistema entra in crisi e la spiaggia arretra. Le difese artificiali trattengono la sabbia senza risolvere i problemi spostandoli semplicemente a valle.
Un equilibrio delicato che dipende dal fiume tanto quanto dal mare.
Le aree lagunari sono ambienti giovani che oggi soffrono per:
In questo contesto emerge una proposta chiara:
restituire spazio alle aree umide, utilizzare suoli a rischio di salinizzazione e creare zone tampone capaci di contenere mareggiate e piene fluviali.
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