La campagna

Tappa 6 – Preone | Dry rivers: i corsi d’acqua asciutti

Osoppo e la Piana Gemonese: Il fiume “rinasce monco”

La sesta tappa (12 luglio) si è svolta a Preone, dove il Tagliamento svela il volto più fragile della Carnia. Assieme a Franceschino Barazzutti, Maurizio Ponton, Matteo Mazzolini e altri esperti, abbiamo percorso a piedi l’alveo tra la presa di Caprizzi e il ponte di Preone: un viaggio nel punto in cui il fiume, improvvisamente, diventa muto.

L’impatto del silenzio L’escursione ha reso visibile ciò che spesso resta nascosto nelle pieghe dei grafici tecnici: l’impatto devastante delle captazioni idroelettriche sulla vita del corso d’acqua.

  • Scomparsa del flusso: Arrivati alla confluenza con il Lumiei, il Tagliamento smette di scorrere in superficie. Il letto resta asciutto, con le acque relegate esclusivamente al subalveo.
  • Regime alterato: Da oltre sessant’anni, una fitta rete di prese modifica profondamente l’idrologia alpina, incidendo non solo sui fiumi ma anche su ecosistemi fragili come il Lago di Cavazzo, ridotto a bacino di scarico.

Il confronto con l’Europa Mentre il Friuli appare ancora frammentato nella gestione, il dibattito ha evidenziato come altre regioni alpine utilizzino strumenti ben più avanzati:

  • Monitoraggio reale: Sperimentazioni dirette sul Deflusso Ecologico e dati pubblici costantemente aggiornati.
  • Dialogo territoriale: Un confronto costante tra gestori, istituzioni e comunità locali che qui sembra ancora un miraggio.

Rinnovi idroelettrici: Una partita per il futuro Il nodo centrale della tappa è stato il rinnovo delle concessioni idroelettriche in Carnia. Questa non è solo una questione burocratica, ma una sfida politica decisiva per il territorio.

  • Opportunità storica: I rinnovi devono essere l’occasione per restituire valore ecologico ed economico a vallate che per decenni hanno pagato il prezzo della produzione energetica nazionale.
  • Il rischio involuzione: Preoccupa la scarsa interlocuzione con la Regione e una progettualità che appare meno ambiziosa rispetto alle necessità di ripristino ambientale.

La proposta: Un Osservatorio sulle Acque Per uscire dalla gestione opaca, FreeTagliamento lancia una proposta concreta: la costituzione di un Osservatorio sulle Acque.

  • Dati condivisi: Un ente capace di raccogliere e rendere pubblici i dati reali sul Deflusso Minimo Vitale (DMV) e sul Deflusso Ecologico.

Verifica ambientale: Monitoraggi costanti a valle delle opere di presa per garantire che la vita del fiume non sia subordinata esclusivamente al profitto energetico. Solo con una conoscenza pubblica e trasparente è possibile prendere decisioni responsabili per il bene comune.