La campagna
La seconda tappa di Free Tagliamento ci ha portati nel tratto terminale del fiume, dove il rischio idraulico non è un’ipotesi, ma una realtà concreta. Insieme agli esperti Antonella Astori, Marco Virgilio, Marco Petti e Alessandro Ciriani, abbiamo analizzato come sta cambiando l’andamento delle grandi precipitazioni e la relazione che queste hanno con gli eventi alluvionali.
Il seminario si è tenuto presso la sede della Protezione Civile di Ronchis: una scelta simbolica che ha subito evidenziato quanto sia difficile, oggi, discutere apertamente di alternative nella gestione del rischio.
Il cambiamento climatico non sta necessariamente aumentando i picchi massimi di portata, ma sta cambiando le “regole del gioco”. I modelli di gestione del passato, pensati per piogge lunghe e diffuse, sono messi in crisi da:
Eventi flash: Piogge brevi, intensissime e localizzate in singoli sottobacini.
Picchi multipli: Sequenze ravvicinate di portate elevate che stressano gli argini.
Imprevedibilità: Negli ultimi vent’anni, molti eventi critici registrati in alta quota non hanno prodotto effetti a valle, segno che le dinamiche storiche sono ormai superate.
Nel pomeriggio ci siamo spostati lungo gli argini fino all’innesto con il canale scolmatore Cavrato, uno dei punti più critici del basso Tagliamento. Qui il dibattito si è fatto serrato:
La strategia attuale: Continuare a innalzare gli argini, una scelta che però finisce per sommergere e aumentare la pressione idraulica sui lembi rimasti dell’originaria laguna.
La proposta alternativa: Realizzare aree di espansione lungo il Cavrato e una zona umida a monte della laguna di Porto Baseleghe. Questa soluzione permetterebbe di “dare respiro” al fiume, riducendo il rischio senza irrigidire ulteriormente il territorio.
Perché si continua a rincorrere l’emergenza solo con il cemento? La risposta non è solo tecnica. È emerso chiaramente come le pressioni politiche e le attuali scelte di governance fatichino ad accettare visioni diverse, preferendo la sicurezza (apparente) di un argine più alto alla lungimiranza di una gestione naturale dello spazio fluviale.
Scarica presentazione (Antonella Astori)
Scarica presentazione (Marco Virgilio)
