La campagna

Tappa 5 – Osoppo | La piana di Osoppo, punto nodale per l’acqua

Osoppo e la Piana Gemonese: Il fiume “rinasce monco”

La quinta tappa (28 giugno) ci ha portato nel cuore idraulico del Friuli. Insieme a Maurizio Ponton, Marco Petti, Roberto Pizzutti e Pierino Goi, abbiamo esplorato la Piana Gemonese: un nodo strategico dove il Tagliamento viene letteralmente “smontato e rimontato” dall’ingegneria umana.

Una storia di derivazioni

L’escursione in bicicletta ha ripercorso secoli di gestione delle acque, evidenziando come il fiume sia stato piegato alle necessità economiche:

  • Le radici: Dalla Roggia Plovia (attiva dal 1100) fino alla grande presa del Consortile del 1913.

  • L’impatto: Oggi, dopo il ponte dell’autostrada, l’alveo si presenta spesso in asciutta totale. Un’interruzione della continuità fluviale che causa gravi morie di pesci ed è la causa principale della perdita di biodiversità..

  • Il paradosso di Peonis: Qui il Tagliamento “rinasce monco”, ricevendo le acque prelevate in alto bacino, turbinate a Somplago e scaricate attraverso il lago di Cavazzo.

Le ferite del sistema idrico

Il dibattito tecnico ha messo in luce tre criticità fondamentali che minacciano l’ecosistema:

  1. Deflusso Ecologico: La sfida di garantire una portata vitale alla presa di Ospedaletto, bilanciando agricoltura e vita del fiume.

  2. Effetto SADE: La sottrazione di acque nel subalveo che impoverisce le riserve profonde.

  3. Il caso Lago di Cavazzo: Sofferente per l’immissione di acque gelide e l’accumulo di limi anossici (privi di ossigeno) derivanti dallo scarico della centrale.

La soluzione naturale: 5.000 ettari di sicurezza

Dalla cima del Forte di Osoppo, la lettura geomorfologica del paesaggio ha offerto una prospettiva diversa sulla sicurezza idraulica.

  • Laminazione naturale: La Piana di Osoppo è un’area di espansione naturale che potrebbe contribuire a trattenere e rallentare le piene in modo diffuso.

  • Il dato: Si stima che lungo l’asta mediana del Tagliamento vi siano oltre 5.000 ettari di superfici idonee a questa funzione. Utilizzare queste aree significa mitigare il rischio a valle senza ricorrere a nuove, impattanti barriere di cemento.

Scarica documentazione – Evoluzione del Tagliamento