La campagna
La quarta tappa (14-15 giugno) è stata il cuore pulsante della campagna. Tra seminari internazionali e partecipazione di massa, è emerso un dato inequivocabile: il Tagliamento nel tratto intermedio, è un punto di riferimento scientifico mondiale, uno degli ultimi grandi fiumi alpini a canali intrecciati rimasti in Europa.
Oltre duecento scienziati e studenti si sono riuniti a Spilimbergo per ribadire che la complessità del Tagliamento è la sua vera forza.
Biodiversità: Il tratto medio conserva dinamiche naturali ormai scomparse altrove.
Lezione europea: Gli esperti hanno confermato che canalizzare i fiumi porta solo a costi crescenti e perdita di habitat. Al contrario, restituire spazio all’acqua (rinaturazione) migliora sia l’ecologia che la sicurezza.
Durante l’escursione, l’attenzione si è spostata sui progetti di laminazione delle piene che da cinquant’anni minacciano il tratto intermedio del fiume. Il dibattito ha sollevato criticità profonde:
Mancanza di confronto e di visione: Progetti calati dall’alto senza un reale dialogo tecnico-scientifico o il coinvolgimento delle comunità locali e l’assoluta mancanza di approcci alternativi alla grande opera salvifica.
Utilità discutibile: Opere come la “traversa laminante” appaiono obsolete rispetto alla Strategia Europea sulla Biodiversità e al nuovo Regolamento sul Ripristino della Natura.
Costi occulti: Mentre le soluzioni naturali faticano a trovare fondi, le grandi opere vengono rilanciate nonostante i pesanti costi futuri di gestione e manutenzione.
La tappa si è conclusa in modo iconico tra Ragogna e Pinzano, con una grande partecipazione di canoisti e camminatori. La conoscenza diretta del fiume non è solo svago: è l’atto politico e sociale necessario per difendere un ecosistema che tutto il mondo ci invidia.
